Ecco cosa dice
una persona che non vede il mare da due anni e che quest’anno, per la prima
volta, passerà un tempo compreso tra una settimana e dieci giorni in Puglia.
Ecco cosa dice
una persona che non vede il mare da due anni, e che non fa i conti con l’immancabile,
bestiale, malefica prova costume da
ben due anni.
Sì, quella
persona sarei io. Perché ho realizzato che tra meno di tre settimane sarò in
vacanza, lontano dall’ufficio simpatia che non mi vedrà mai più. Sarò lontana e in vacanza. Al mare.
Ed è stato in
quel momento che sono stata colta da panico. Un pensiero orrendo ha raggiunto
la mia testa. Un pensiero che si descrive in due parole: prova. Costume.
Io sono pronta
alla prova costume come un vitellino è pronto a scoprire che diventerà un
succoso hamburger dopo qualche mese.
Sono pronta alla
prova costume come un gatto è pronto ad essere portato dai suoi padroni dal veterinario a essere
castrato.
Se non si è
capito, io non sono pronta.
Fatemi capire, voi
lo siete?
Uomini! Avete
buttato giù le panze flaccidine che ricoprono il vostro addominale perfetto, il
six pack che tutti vorrebbero ma che è andato perso tra polenta e salsiccie e
pastasciutte di tutti i generi? Avete le braccia muscolose come i muratori che
lavorano di fronte al vostro ufficio, e che vedete sudare ogni giorno mentre
voi ticchettate sulle vostre scrivanie, facendo muscoli sollevando il mouse?
Donne! Avete fatto
gli squat per avere culi bellissimi e guardatissimi, gli addominali per avere
pance piatte, l’acqua gym per buttare giù la cellulite, le diete
disintossicanti alle verdure arancio per abbronzarvi di più? Avete le gambe di
quella che fa la pubblicità dei costumi?
Io no.
Normalmente,
della prova costume a me fregava poco e niente. Quindi quando
arrivava giugno, semplicemente depilavo e andavo, via di costumini e vestitini
e pantaloncini. Perché prima non
vivevo in Albione. Dove in pausa pranzo si va a mangiare hamburger e patatine
fritte. Dove la sera bevo birra anche se mangio una minestrina in brodo. Dove
la coca cola è come un pappagallino inseparabile sulla tua spalla e il
cioccolato è l’unica cosa che ricordi di aver mangiato negli ultimi mesi.
Quindi mi
appresto ad arrivare in Italia, e ad andare al mare, con: 3 kg netti in più e
pure la pancetta da birra, bianca come un lenzuolo candeggiato con l’Ava per una cinquantina di lavaggi a 180 gradi, senza
costumi. Perché non mi entrano più i costumi che avevo una volta.
Salvo usarli
come tanga.
Ma i problemi
vanno affrontati, e allora oggi ho deciso che avrei consultato e iniziato
qualche dieta dell’ultimo minuto, tipo quella all’ananasso che fa venire il
bruciore di stomaco ma ti sgonfia tutta, o quella del minestrone che fa fare
molta cacchina e allora ti depura e ti toglie i brufoli.
La Dukan non ho
abbastanza tempo per farla, allora potrei fare quella della Jennifer Lopez, la “freshology”
che non so nemmeno cosa sia ma sgrassa tutto.
Ho deciso: da oggi mangerò
sano e non berrò più bottiglie di gin con bottiglie di acqua tonica mentre
guardo la tv con le amiche il sabato sera. E soprattutto basta birra! Basta.
E poi ho deciso
che sempre da oggi seguirò una rigida preparazione atletica.
Tornerò a correre
quattro volte la settimana e farò gli addominali, gli squat per il culo sodo,
salterò la corda per le gambe toniche, farò flessioni per avere muscoli anche
sul mignolo della mano.
Ecco, sì, un
allenamento tipo “Soldato Jane”: soldato laCocchi contro le ciccie superflue.
Sì. Inizierò oggi il mio allenamento alla prova costume.
Che grande forza
di volontà. Che costanza.
Ore 16.
Sms: “Barbeque stasera? Porta birra, please.”
No, di di no!
Devi andare a correre, combattere le ciccie, il
grasso in più, i rotoli di maniglie dell’amore! Le verdure! La freshology! La disintossicazione da alcool! Il costume! Soldato Jane! La costanza!
Di di no!
Sms: “Bastardi. Mi volete tutta ciccia e birra. Io porto il gin."
Sms: “Bastardi. Mi volete tutta ciccia e birra. Io porto il gin."