giovedì 24 giugno 2010

Italia amore mio. Come no.

Due cosine due sulla nazionale italiana appena uscita dal mondiale.

1- Imbarazzo.
Un bel po': pareggiamo con il Paraguay, va bene. Loro sono giovani e scattanti, noi addormentati e stanchi dal campionato. Poverini.
Pareggiamo con la Nuova Zelanda, più pecore che abitanti, eh.
Perdiamo 3 a 2 con la Slovacchia.
Uscita da non si sa dove, il capitano 19 anni, nazione di 5 milioni di abitanti per 49 050 km quadrati. Di quei 5 milioni, 11 fanno il culo ai campioni del mondo in carica.

2- La forma fisica.
Non venite a dirmi che i giocatori erano fuori forma fisica, che arrancavano dietro ai palloni, che avevano il fiatone... Cazzo, correre dietro al pallone per 90 minuti è il loro lavoro. Milioni e milioni di euro per farlo.
CORRI. CAZZO. A prescindere. E pigliati del Supradyn.

3- Lippi.
Cazzo, Marcello, ma che Iaquinta è un po' spastico te n'eri mica accorto? E chi pensavi che facesse gol? Lui? E basta? Nessun'altro? Ma mettiamo dentro qualcun'altro, cosa ne pensi?
Gettiamo nella mischia tutti gli attaccanti quando siamo 0 a 0 con la Nuova Zelanda, e facciamogli vedere, no?

4- Il catenaccio.
Il catenaccio ci ha salvati ai Mondiali 2006. Grazie al catenaccio, ci hanno segnato un gol in tutto il mondiale.
Vorrei ricordarvi solo l'immagine del gol di oggi pomeriggio, di Vittek. (Salutate la Fifa, che non ci fa vedere il gol. E quindi niente video. E quindi ve lo dovete ricordare da soli.)

Dove ve lo siete ficcati il catenaccio? In culo?

5- Il domandone.
Siamo capitati nel girone più facile di tutto il mondiale. Fatto sta che siamo arrivati ultimi del girone: la Nuova Zelanda va a casa con più punti di noi. Il Paraguay agli ottavi con la Slovacchia.
Fossimo capitati con il Brasile o l'Argentina, 18 a 0? 22 a 0?

6- Svegliaaa.
In campo sembravano tutti addormentati, sono più scattanti gli amici che giocano a calcio al parchetto vicino a casa mia. Se dovete andare in vacanza, cari giocatori, ditelo subito. Non vi presentate nemmeno. Se poi andiamo avanti nel mondiale la caparra non ve la ridanno mica, eh.

7- "Ora che siamo stati eliminati pensiamo al futuro."
Si, alle vacanze, alle barche, alle fighe, alle mogli che fanno gli spot in tv... ma va, va.

8- Il cuoco della nazionale.
A chi li fa ora i panini con la Nutella?

Questo elemento si autodistruggerà entro 5 secondi

Invecchiare un po' mi spaventa.
Già ho venticinque anni e sento il peso del mio quarto di secolo, in più, la gentaglia della mia età sembra scomparsa. Che fanno, dove vanno? Esistono ancora? Si sono estinti?

Venerdì sera mi sono lasciata trasportare dagli eventi, e, in balia delle mie amiche, sono finita ad una festa festa festa, con questi tizi, tali Crookers, che mixavano canzoni (rovinandomi anche "Thunderstruck" degli Ac/Dc), con la musica così bassa che nemmeno in cantina, birrette calde a 5 euro l'una, cocktails al sapore di detersivo per piatti al limone Nelsen, bagni chimici scassati, gente che rotolava giù per le amene colline dove la festa festa festa si stava svolgendo.
Il popolo danzante era un popolo di 16- 20 enni, belli lanciati e imbriachi, che limonavano appoggiati su qualunque superficie poggiabile: panchine, alberi, la sottoscritta, le amene colline piene di bicchieri vuoti.

Qualche giorno dopo la festa festa festa, mi sono fatta una full immersion nell'antichità e nell'acidità latente dei "diversamente giovani" : quelli che per loro anche se hai 25 anni ne avrai per sempre troppo pochi per parlare con loro, quelli che stanno insieme alla stessa persona da 12712 mila anni, ma che non prendono una decisione chiara, quelli che "Si si, amore, dai, andiamo a casa che sono un po' stanchina", quelli che picci picci e pucci pucci. Ecco. Loro.
E tornata a casa, un pensiero continuava a pulsarmi nella testa: "E se divento così?"

Parliamoci chiaramente: e se invecchio, e divento noiosa e barbuta? E pignola e inacidita? E rompipalle e stizzita? E ansiolitica e ansiogena? E se divento picci picci, pucci pucci? E se divento una di quelle che "Amore quì, amore lì, amore su, amore giù?"

E' per questo e altri motivi che dovremmo essere muniti di un bottone di autodistruzione: se divento come non volevo diventare, posso schiacciarlo, in 5 secondi mi autodistruggo, per il bene nostro e di tutta la mia santa gente.
Ho in mente alcune situazioni in cui metterei il ditino senza esitazione alcuna sul tasto autodistruzione, per evitare sofferenze al prossimo.
Le situazioni parlano ovviamente di donne. Perchè sono una donna. E se mai dovessi diventare così, beh. BAAAAM: autodistruzione.

Prendete quelle mogli isteriche, quelle che non fanno altro che sbraitare contro i mariti, i figli, le suocere, la vita. Quelle secchissime che pensano solo alla palestra e fanno i complessi alle figlie per il culo. Pensate al pulsante Autodistruzione sul lato sinistro del ciappet. Premetelo.
Dovessi diventare così, io lo premerei.
L'altra mattina a fare colazione nella mia pasticceria preferita c'era questa mamma inacidita, secca impiccata, con figlia decenne che voleva una brioche per fare la merendina delle 11.
La madre: "Senti smettila che hai appena fatto colazione, non mangi fino alle 13, capito? Non ti sei mica svegliata alle 7 come me, tu hai dormito fino ad ora... blablabla... la brioche te lo scordi. Ma guarda te, cosa devo sentire. Sei come tuo padre, golosa da morire. Ma guardi (riferita al barista) avesse preso da me che brucio tutto, ma insomma." Manco la figlia le avesse chiesto un Big Mac menu maxi alle 10 di mattina con salsa barbeque annessa.
La figlia se n'è andata via sconsolata. Io pensavo al pulsante autodistruzione. BAAAAM.

Pensate a quelle ragazze che stanno da 8736 anni con lo stesso ragazzo e per quello pensano che sia per sempre, tanga o mutandone alla Bridget Jones che si indossi a prescindere.
Quelle che non si truccano mai perchè il trucco non gli piace, perchè le infastidisce. Nemmeno un filo di rimmel. No. NO. E se ne vanno in giro in modalità appena sveglia on, scordandosi anche di lavarsi i capelli. Quelle che non si curano di nulla, cellulite a rotoli e peli via con il vento. Quelle che hai voglia di una tinta dal parrucchiere, magari? Quelle che escono in tuta "perchè tanto io il moroso ce l'ho".
Ah, cara mia. Fai mai i conti con i suoi occhi? Che mentre tu ti agiti nella tuta un po' pelosa e senza trucco, il tuo caro moroso scruta culi in jeans strettissimi, occhi truccati e depilazione brasiliana? Ecco, fai un piacere. BAAAAM.
E se mai capitasse a me, BAAAAM x2.

Focalizzatevi su quelle mogli\fidanzate\morose che sono sempre a dare ordini, e che tutto ciò che fanno o faranno, lo devono mettere al plurale. "Io e lui, lui ed io. Lui e me, me e lui. Noi, noi, noi." E lui li, zitto e silenzioso che acconsente a tutto quello che LEI dice. Quelle che rompono le balle, puoi e non puoi, devi e non devi, fai e non fai, cosa si e cosa no. Che ti chiamano ogni 3x2.
E basta, ora basta. BAAAAAM.

Sentitevi la vocina di quelle ragazze smelense e noiose che vi sussurra, anzi no, vi urla davanti a tutti: "Amore, chiedi tu?" "Amore, ma andiamo a casa che sono stanca?" "Amore, ma perchè mangi ste cose?" "Amore no, oggi non puoi andare a calcio perchè devi venire via con me." "Amore, sabato sera ceniamo dagli zii, con i nipoti, fratelli, cugini, suoceri. Avevi una cena? Beh amore, non ci vai." "Amore, ti alzi e mi prendi quello?"
E che noia. Ma fattele da sole un po' di cose, no? E poi BAAAAAM.

Se dovesse mai venirmi in mente di rifarmi qualcosa, chirurgicamente parlando, ad una certa età... BAAAAM.
Non vorrei che la gente, guardandomi, pensasse che i miei zigomi sono diventati per una mutazione genetica, parte integrante della fronte da quanto sono alti.
Vorrei poter fare un sorriso senza che la bocca mi tirasse così tanto da fare una specie di smorfia, evitando che gli zigomi mi si accavallassero alle sopracciglia, e che il botulino mi si spostasse verso il naso.
Stamattina in palestra mi ha sorriso un mostro con una bocca a canotto, più grossa sopra e più piccola sotto, gli zigomi alle orecchie e gli occhi così tirati che sembravano due fessure.
Sono rabbrividita. BAAAAM.

Nella vecchiaia poi, dovessi diventare una di quelle vecchie che al supermercato ti guardano male, e dopo che hanno esaminato che la loro spesa è enorme, e la tua minuscola, non ti fanno passare, ma anzi, una cosa sola alla volta sulla cassa, e la tessera punti, e i 50 centesimi non li trovo, e i 2 euro non ce li ho, e mi sono dimenticata una cosa, mi autodistruggerò.
E se dovessi mai attraversare a 109 anni la strada in perpendicolare, con bastone e badante straniera che invece di parlare con me parla con le sue amiche, e io sola e vecchia al parco che non mi capisco, ecco: BAAAAM.

Ora si accettano suggerimenti sul come e dove posizionare il bottone dell'autodistruzione.
E sulla modalità di autodistruzione.

Nel frattempo però, saprei dove mettere l'unico bottone di autodistruzione maschile: sul culo di Vincenzo Iaquinta. Perchè Lippi lo distruggeranno gli altri. Iaquinta invece dovrebbe implodere.
BAAAAM.

mercoledì 16 giugno 2010

Pause. Stop. Rewind.

Giornata dura. Il bloggo si prende qualche giorno, ragazzi. E' un momento strano.

La vita fa male, malissimo. La verità anche. Crescere poi, è la cosa più dolorosa che io abbia mai sperimentato.

La vita va avanti, no? Non so se oggi, forse domani.


mercoledì 9 giugno 2010

Chicche esistenziali

Bologna scotta, soffro.
In questa città si muore di caldo. I 33 gradi li sento tutti addosso.

E per questo e molto altro, fischietto. Fischiettate pure voi, dai.

Domani sarò di ritorno, e mi darò una mossa.


domenica 6 giugno 2010

Acido\Acida

Mi sento acidissima, con una punta d'odio contro tutti.
Sono intollerante verso il prossimo oggi.
Ho dormito poco.
Dico cattiverie gratuite (ma anche no) su tutti, guadagnandomi il posto alla destra del diavolo.
O a sinistra. Non lo so. Comunque un posto molto, molto vicino a lui.

E ascolto queste 2 canzoni da stamattina, giusto per gradire.
E sentirmi meno acida.



giovedì 3 giugno 2010

Io vado al Multisala, non so te.

Abitare a Verona significa convivere con i numerosi problemi che questa città possiede: il parcheggio impossibile, i vigili e gli accertatori della sosta pronti a farti le multe sempre, a costo della loro stessa vita; una media di 4 macchine per famiglia (anche se la famiglia in questione è composta da due persone) che fa diventare la città incredibilmente intasata e stretta; le fighe (argomento molto trattato sul Bloggo); la ZTL o zona a traffico limitato, che spinge la gente a prendere contro mano i ponti della città pur di arrivare in piazza con il macchinone; ultimamente pure andare al cinema è diventato un problema.

Verona una volta pullulava di cinema: in pieno centro c'erano ben quattro cinema.
Poi tutto d'un tratto, e senza un perché, hanno chiuso tutti. Anche il cinema che ha ospitato il mio primo bacio cinematografico. Tutti chiusi, uno dopo l'altro.
Ne è rimasto uno solo, trasformato in un multisala, ma multisala chic: foto di grandi attori ai muri in bianco e nero, mega poltrone rosse, frequentato solo da gente di un certo tipo.
Una multisala figa.

Fuori dal centro città si contano altre quattro sale, che cambiano film con una velocità supersonica: mettiamo che un giorno ci sia Iron Man 2, e il giorno dopo via con il film più sconosciuto del mondo, pluripremiato a festival del menga in Cina, tipo.
E tutto il resto è MULTISALA.

Andare al multisala per me è peggio che andare dal dentista per farmi togliere i denti del giudizio.
Odio i 20 minuti di pubblicità gratuita prima dell'inizio del film: perchè se sono al cinema, invece di un bel trailer di qualche film in uscita, mi tocca stare a guardare la collezione primavera estate dei vestiti da spose tamarri o dei gioielli di che ne so io?
Per 20 minuti, dico, venti minuti della mia vita persi a guardare pubblicità di cose tremendamente brutte e assolutamente inutili.
Non sono mai uscita dal multisala dicendo: "Sai cosa, quasi quasi domani vado a comprarmi uno dei finissimi gioielli ripieni d'oro e pietre preziose in quella gioielleria della pubblicità a Cologna Veneta. Vicino ed economico."

L'altro motivo per cui odio il Multisala è la sala giochi. Ogni multisala che si rispetti, è accompagnato da una sala giochi.
La sala giochi del Multisala è popolata da giovani esemplari tamarri: pantalone sotto il culo, ma proprio sotto, con mutanda colorata in vista; scarpone Adidas enorme e diversamente colorato; cappellino da baseball in testa, preferibilmente di colori fosforescenti. Il giovane tamarro è sempre accompagnato dalla giovane tamarra, che aspetta appollaiata sulle scale della sala giochi, con tutte le ragazze degli altri.
La giovane tamarra veste: pantaloni stretti, o minigonna inguinale; scarpa con il tacco 10 (che secondo me si porta da casa nella borsetta) rigorosamente a punta. Il colore? Ma bianco, ovviamente; magliette con pancia fuori, che non vanno dal 1990, ma che lei, che nel 1990 nemmeno era nata, mette con una certa grazia.

Ma ora entriamo nel fantastico mondo di una delle numerose sale del Multisala.

1-Popcorn ovunque. Chi ci ha mangiato nel mio posto, una famiglia di procioni?

2-Bicchieri dappertutto. Perchè per portarlo dentro pieno il bicchiere extra large di coca cola, nessuna fatica. Ma per buttarlo via vuoto... il bicchiere ha un certo peso specifico.

3-Giovani sguaiati: ah, i giovani sguaiati.
Dimmi, la battuta ti fa ridere? Lo deve sentire anche madre, che è rimasta a casa, seduta sul divano, che la battuta ti fa ridere?
Dimmi x2, la frase è stupida? Tu che dici "Che vaccata" a volume 100% sei più stupido, e non me ne frega nulla di quello che pensi. Per questo e molto altro: TACI.
Dimmi x3: ma i piedi, metterteli in bocca invece che sul sedile davanti? Che cosa ne dici, vogliamo provarci? Sono qui per aiutarti.
Dimmi x4: perchè prendi a calci il mio sedile? Hai dei tic? Ti parte una gamba ogni tot? Tipo riflesso incondizionato? Me lo chiedo spesso.

4- I miei coetanei sguaiati. Sono quasi peggio del giovane sguaiato. Perchè a 25 anni speri che uno sappia come comportarsi, e invece mi fa tutto quello che fa il giovane, sentendosi anche fico. Perchè lui ha 23-24-27 anni, e ha una certa importanza nella società il suo piede sul sedile davanti.

5- I rompi coglioni.
La sala è vuota. Va bene che sul biglietto ci sono i posti numerati, fila e numero, ma se non c'è nessuno, possiamo anche sederci un po' dove ci piace, no? Cosa ne pensi, cara il\la mia caro\a rompi coglioni? Dicesi elasticità mentale. Ma forse non te l'hanno data in dotazione.

La rompicoglioni entra in azione proprio quando ti sei seduta, e il film è iniziato. Senti un "pat pat" sulla spalla. Ed eccola li, che ti guarda sconcertata: "Scusa, quello è il mio posto." "Cosa?" "No, dico, quello è il mio posto. Fila 11 posto 15." E resta in piedi ad aspettare.
Tu la guardi, certa che lei stia scherzando, dato che a fianco a te, il posto 16 fila 11 è libero.
Ma lei non scherza. Lei aspetta il posto 15, fila 11. Con tutte le altre file piene di posti 15 vuoti.

Quando ti sei alzata, ti sei spostata nel posto 16 fila 11, e lei si è seduta nel SUO posto 15 fila 11, non ti ringrazia, no.
Lei si siede soddisfatta con la faccia di una che ha appena ritirato il Nobel per la pace o di una che ha appena trovato il rimedio del secolo per, che ne so, le emorroidi.

6- La ragazza in tacco 12.
Continua ad essere un'enigma per me. Vorrei sapere perchè ti metti il tacco 12 per andare al cinema. Per vederci meglio quando ti siedi? O perchè mettendo le scarpe con i tacchi al cinema cammini per 4 minuti e mezzo, e poi ti siedi per un'ora e mezza, e quindi non hai male ai piedi?
Di la verità che è così...

7- Last but not least, la vicina noiosa.
Domenica al Multisala (dato che il film che volevo vedere non c'era da nessuna parte), la mia vicina si agitava come una matta: alzati, siediti, mettiti a destra, a sinsitra.
"Ho mal di testa, vado in bagno. Poi mi fumo una sigaretta, poi torno. Quanto dura l'intervallo? Vuoi qualcosa da mangiare? Vuoi una coca? Allora vado. Resta qui."
Ma dove pensi che vada, mi chiedevo io. Pover'uomo. Io avrei approfittato dell'intervallo per scappare.

Al suo ritorno, puzzava di sigaretta all'infinito. E allora che fa? Apre la borsa, tira fuori un deodorante e se lo spruzza. Prendendo la sottoscritta in faccia.
Poi, si getta sul bracciolo e si comincia a toccare i capelli.
Poi, non contenta, si pettina i capelli. Su di me.
Aspettavo solo che tirasse fuori dalla borsa una limetta e procedesse con un'accurata manicure.

La prossima volta, all'intervallo, insieme al carrellino dei pop corn e delle M&M's, mi ci metto io, con il carrellino beauty: deodorante, spazzolata ai capelli, limatina alle unghie.
Ma attenzione: mi muovo solo se siete seduti al posto indicato sul biglietto.
Altrimenti sti cazzi.